mercoledì, 30 maggio 2007
ciechiE' una settimana che dormi in quel maggiolone abbandonato... ora siamo tornati, ed è tutto diverso. Smaltita la sbornia, ci rimangono mani tremanti ed un sapore di metallo in bocca. Ovunque passiamo lasciamo dissipazione, spreco, relitti, sensi di colpa. Amiamo il girotondo, perché ci dà l'illusione di avanzare, mentre rimaniamo sempre nello stesso posto, mentre rimaniamo sempre gli stessi. Cosa daremmo per cambiare l'aria nei nostri polmoni, i cervelli nei nostri pensieri! E pure, rieccoci qui. Il girotondo ci ha ricondotti al punto di partenza, ma non è esattamente lo stesso: è sempre un po' peggiore di come lo abbiamo lasciato. Il girotondo non è mai perfetto; non si ritorna mai nello stesso punto; il nostro cerchio non si chiude, ma precipita in una spirale: sempre più in basso, sempre più tristi, sempre più soli. Dove c'era un prato, c'è un campo di fango; dove c'era un albero, c'è la carcassa di un maggiolone abbandonato: e dentro ci sei tu, impigliato nei tuoi sogni. La sciarpa, gli occhialoni, la Francia... Adesso ti svegliamo: con dolcezza, ma ti svegliamo. Non c'è scampo. La via di fuga è una buca, nella quale precipitiamo uno dietro l'altro, come dei perfetti idioti, senza capire, senza sapere. A forza di leggere libri ci siamo rovinati gli occhi. Non solo a forza di leggere libri, si capisce. Anche a forza di leggere libri. Sempre di fantasime si tratta: immagini, illusioni. E pure: c'è altro? Abbiamo provato a chiederlo alle donne, alle nostre antagoniste: abbiamo chiesto loro di tenerci aperto il varco che porta alla realtà, ma invano. Ce l'hanno richiuso in faccia con forza. Ognuno al suo posto.
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mercoledì, 23 maggio 2007

maggiolino

Avete usato gli argomenti giusti e ho fatto di tutto per raggiungervi in tempo, ma tutto quello che ho trovato al mio arrivo è solo sporco, fango e desolazione. Eppure... mi avevate convinto, ero pronto a lasciare tutto, anche i miei pesci, per stare con voi, per diventare come voi. Ai pesci ci avrebbe pensato l'AnitraWC. Ma dove siete finiti tutti quanti? Perchè ogni volta che decido di buttarmi nella vita, nella volgarità, nelle viscere, tutto scompare, tutto s'inaridisce, e resta lo scheletro delle fantasie. Mi ricordo ancora il tuo desiderio di partire, io e te, sul nostro maggiolone bianco, decapottabile, io alla guida, tu al mio fianco, con una lunga sciarpa di seta, gli occhialoni e il cappello. Il mare e il sole alla nostra sinistra, la Francia di fronte. Dove sei adesso? 

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martedì, 22 maggio 2007
girotondo_anziani_modClearco! Clearco! Non startene lì seduto col giornale in mano, ché lo sappiamo che fai finta di leggere, lo sappiamo che le tue orecchie sono appoggiate sul nostro tavolo, lo sappiamo che i tuoi occhi li abbiamo al posto dei gemelli, proprio qui, sui polsini! Metti giù il giornale e vieni via da questo bar, da questo purgatorio! Lascia stare le ruminazioni, chiudi gli occhi agli orizzonti troppo ampi, che danno il capogiro! Vieni con noi! C'è la fica, ci sono i faccioni rubizzi degli ubriachi, ci sono tanti prati dove dormire dopo una bella merenda all'aperto! E slacciati la cravatta, ché ti fa male alla circolazione, ché ti sale la bile nera, ché ti passa la voglia di uscire e di saltare come un capretto sui pascoli erbosi di questo splendido appennino! C'è la fica, c'è il grasso degli agnelli appena sgozzati, c'è la tovaglia a quadri già distesa sull'erba, c'è il cestino traboccante di delikatessen: il miele, la marmellata, il pane tostato; ci sono tante piccole formiche piccolissime in fila indiana pronte a dare l'assalto alle tue colazioni, cosa vuoi di più? Cosa ci stai a fare ancora in quel bar giallastro pieno di disgraziati, pieno di malumori, pieno di uomini e donne! Qui non ci sono uomini e donne, c'è solo la fica; qui sono banditi caffè, cappuccini, brioscine e giornali; qui c'è la merenda, c'è il latte, c'è il miele, c'è il grasso e c'è l'ignoranza: qui c'è il non sapere, qui c'è la pancia piena, qui c'è il logo spermatico che feconda ogni cosa e che da ogni cosa è fecondato, divina insipienza che penetra ovunque! Qui ogni cosa è permeabile, qui ogni cosa trasuda logo spermatico, che è latte, che è miele, che è grasso, che è fica! Qui ogni cosa è così e cosà, qui ogni cosa può essere come no, qui ogni cosa è indifferente, trasparente, muta e non volgare! Vieni con noi, facciamo un giorotondo fino a non stare più in piedi, fino a non capirci più niente, fino a svenire e svenire e svanire sull'erba fradicia, nell'ombra delle ginestre, nello spazio aperto! Esci da quel bar, unisciti al girotondo! Mangia il fiore del loto! Tutti giù per terra! Tutti giù per terra! Tutti giù per terra!
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lunedì, 21 maggio 2007

domani_sul_giornaleLo so che mi porto addosso le critiche di tutte le donne che leggono, pensano e attraversano la strada davanti alla mia automobile senza guardare chi le sta per investire, ma io non faccio altro che guardarmi intorno, leggere e pensare con la mia testa e giudicare, perchè ne sono in grado. Però parlo anche, non con tutti, ma coloro che hanno avuto la fortuna di sentirmi parlare, e sono davvero in pochi, hanno potuto ascoltare i miei pensieri, le mie argomentazioni, e hanno convenuto che, quando un ragionamento è preciso e continuo, non si può che accettarlo per quello che è: comprensibile, quindi vero. Quello che mi contraddistingue è lo spirito di adattamento, fluidità di pensiero, trasformazione, montaggio e  ricostruzione dei paradigmi. Bisogna essere veloci, implacabili e un po' cinici, ma funziona sempre. Sì, ho detto sempre! Non c'è fallimento, non si sbaglia mai. Quando si pensa di essere in errore, bisogna allargare lo sgurado e l'errore sparisce, viene assorbito in una bolla di grande verità e rettitudine. Se si resta nel solco non si sbaglia, anche da svegli, anche fuori dal sogno, anche in mezzo agli altri. Anche da soli. Da soli è veramente dura, perchè non si può scherzare, non ci si può ingannare. Va bene, continuo a leggere, chissà poi perchè, seduto a questo tavolino, ma la cosa che m'interessa di più sono le persone sedute intorno a me, gli altri avventori. Quei due, per esempio, seduti alle mie spalle, chissà se hanno chiaro nella testa l'inutilità della loro frequentazione, l'impossibilità di comunicarsi anche il più semplice dei pensieri. E il vecchio seduto in fondo, insieme a quella bambina vestita di bianco, lo saprà che i minuti di felicità a sua disposizione non sono più di quattordici? E la bambina lo sa che troverà la sua strada solo tra quarantadue anni? E il cameriere che mi passa affianco, è consapevole di quello che sta succedendo a casa sua, in questo momento? Oggi una persona mi ha dimenticato. Ma da domani non si scorderà più di me. Per sua fortuna. Ciao, finisci di leggere questo post, e scrivi nei commenti se oggi pomeriggio t'è venuta in mente la tua maestra delle elementari. No? Quand'è l'ultima volta che hai pensato a lei, alle sue colpe? Non ti ricordi? Io ho avuto un maestro.

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domenica, 20 maggio 2007

tania

C'è da dire che la realtà supera sempre la fantasia...

http://www.nee-antwerpen.be/index-eng.htm

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domenica, 20 maggio 2007

meeting

Uomo, donna e vie di mezzo. Siamo tutti a osservarli, scrutarli, prenderne appunti, studiarli in ogni punto. Non ci sentiamo coinvolti, ma sappiamo che per gli altri ne facciamo parte. Sono davvero due poli opposti? Sono davvero così paralleli, senza punti di convergenza? Due pianeti diversi? Incomprensibili?...

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giovedì, 17 maggio 2007
arte
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mercoledì, 16 maggio 2007
LIBRIMa infine decidiamoci a bruciarli, questi libri inutili; bruciamoli, questi libri che non ci insegnano niente di nuovo; gettiamoli nel rogo questi libri comprensibili dalla prima all'ultima pagina; consegnamoli alla fiamma questi libri che possiamo capire, questi libri fatti per essere capiti: ché gli unici libri che mette conto di leggere sono quelli che non riusciamo a comprendere, i libri più grandi di noi, i libri che non sappiamo, i libri che non sapremo mai, quelli che non donano nulla ma chiedono, chiedono senza posa di essere capiti e la loro richiesta è un frastuono che ci assorda le orecchie, ci offusca la vista tanto che alziamo anche noi la voce per chiedere parla più forte, c'è troppo rumore, qui, e intanto la luce elettrica se n'è andata e rimaniamo nel buio, seduti al nostro tavolino con la testa sulle mani, addormentati, mentre loro se ne sono già andati, disgustati.
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martedì, 15 maggio 2007
Victorian post mortem photos-1Forse fanno finta di leggere.
Forse sono addormentate.

Forse fanno finta di dormire.
Ecco, vedi: sono morte.
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martedì, 15 maggio 2007
La differenza fondamentale è questa, mi ricordo di aver pensato cercando le chiavi per aprire la porta di casa; la differenza è che gli uomini leggono per capire e le donne per fuggire; c'è sempre qualcosa che spinge la donna a leggere, e questo qualcosa non è mai il semplice desiderio di andare verso la lettura, bensì il desiderio di andare verso la lettura per fuggire qualcosa; la differenza fondamentale è che l'uomo legge per comprendere, interpretare, interpolare; la donna essenzialmente per distrarsi, che è dire per tirarsi via da un disagio mentale, da una sofferenza, da una noia; la donna legge per imitare l'uomo, e non perché abbia bisogno di leggere; la donna legge perché pensa di diventare più intelligente e pensa di diventarlo imitando l'uomo mentre, al contrario, più legge più diventa stupida perché si allontana dalla sua natura, che è sapiente d'una sapienza illetterata: sapiente d'una sapienza tellurica, "con i piedi per terra"; la donna che legge, mi ricordo di aver pensato prendendo il carrello del supermercato, è una donna che ha tradito la terra, e come tale deve perire: adesso.
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