venerdì, 27 luglio 2007

Clearco e Marco

Scusa Clearco, è che sono cieco dall'invidia! Lo sai quanto mi rode il fatto che tu sei più bravo, più intelligente, più capace, pieno di idee, spunti, e poi sei un gran fico! Guarda quant'eri fico in questa foto, quando hai iniziato ad occuparti di cinema! Porca troia, non ti posso guardare, senza che mi roda il fegato! Io ho fatto di tutto nei miei film per eguagliare il tuo successo, la tua capacità di stupire, ho messo un pompino, una bestemmia, che cazzo potevo fare d'altro? Aiutami, perchè sono davvero disperato! Io non lo so perchè mi sono messo a fare film, cazzo, ma li facevano tutti, in facoltà vedevo tutti con 'sta cazzo di mania di fare cinema, e che sono il più fesso? mi sono detto, e così ho fatto il primo... devi ammettere che il primo non m'è venuto male, dai, sii sincero! Va bene era facile, però non è male... poi, in seguito ho fatto una marea di cazzate, lo so... Ma come fai tu a non cadere nella banalità, nell'effetto da due lire. Quanto mi fai incazzare!
Poi, da quando ti sei messo con Paolo... lasciamo perdere quanto mi rode! Io con chi mi potevo mettere? Con quella mezza checca di Silvano Agosti? Con chi? Con quel viziato presuntuoso di Nanni Moretti? Che merda! Ma potevo incontrarlo anch'io un Paolo T.? Sono sfigato, devi ammettere che sono sfigato! Va bene, non è obbligatorio fare cinema, lo so, potevo entrare in Comune come tanti miei amici, e lì un posto per me c'è sempre, ma ormai che ci sono che faccio, smetto? Dai, non posso...

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venerdì, 27 luglio 2007
- Dibipollò parallimene. Testera.
- Ma che dice?
- Zitto, zitto, non vedi che sta cercando di parlare con parole sue?
- Palliva rivella; tananta pillucchera, sibilima de para pa rapà.
- Sì, ma non si capisce un acca!
- Eh, ci vuole tempo, mica si può capire così su due piedi uno che decide di parlare con parole sue.
- Ma è come in quel film con la Jodie Foster!
- Sì, più o meno è così.
- Una vera merda.
- Cosa?
- Quel film con la Jodie Foster.
- Sì sì, davvero una merda.
- Merzati se dibi devela folliminini.
- Ma non avrà bisogno di aiuto?
- Questo non si può sapere.
- Pedò meridò detto libi. De me te temeneva de dibipollò.
- Però, è simpatico.
- Secondo me ci sta dicendo che anche noi gli siamo simpatici.
- Senza dubbio.
- Tananta medeva, Testera dibipollò merzari, risbudda buddababà. Testera! Testera!
- Ha fame, ha fame! Diamogli da mangiare!
- Ma come hai fatto a capirlo?
- Mah, ha detto qualcosa tipo budino.
- Io ho capito Budda Bar.
- Ma che c'entra Budda Bar, vagli a prendere qualcosa, anche uno yogurt va bene.
- Tanta tamanta se mini, de mini sedegi abuddabbà.
- Ecco, l'ha detto di nuovo, vedi che avevo ragione!
- (dalla cucina) C'è rimasto solo del salame.
- T-I V-A B-E-N-E U-N-A F-E-T-T-A D-I S-A-L-A-M-E?
- Tapà demetpà, Testera.  Demera siguli, lamafani terdera. Testera.
- Ha detto di no.
- Mivolla detura. Marco bellocchio.
- (tornando dalla cucina) Ha detto Marco Bellocchio?
- Mah, è sembrato anche a me. Proviamo a ripeterglielo: Marco Bellocchio.
- Mivolla dempera. Marco bellocchio.
- Ma chissà cosa vuole dire.
- E' di certo un caso.
- Sì sì, cosa c'entra Marco Bellocchio.
- Eh già, cosa c'entra.
- Tama dete testera, bunirra semela. De mada de pete. Marco bellocchio.
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mercoledì, 25 luglio 2007

invece

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mercoledì, 25 luglio 2007
IMPARARE
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mercoledì, 25 luglio 2007
Ecco il mio contributo all'interessante dibattito sulle passioni che si sta svolgendo qualche piano più in basso.
Stando a quanto sostenuto da Carpocrate, morto all'incirca nel 138 d.C., le porzioni spirituali degli uomini sarebbero intrappolate ad opera degli Arconti nei corpi e destinate ad infiniti travagli attraverso continue reincarnazioni. Cristo avrebbe consegnato agli uomini la sapienza (gnosi) indispensabile ad uscire dalla sequenza delle rinascite: disprezzare ed infrangere le norme della società; seguire come unica legge le passioni ed i desideri; abolire qualsiasi inibizione; esaurire ogni possibilità esistenziale consumando, nell'arco di un'unica esistenza, tutte le vite possibili.
Volendo seguire i dettami di tanto maestro ma avendo poco tempo a disposizione, ho pensato di fare tutto in una volta per non doverci più pensare, ed ho programmato la giornata di domani come segue:
Sveglia alle 8,30; dalle 8,30 alle 9, colazione abbondante (caffelatte, brioche, uova, pancetta, marmellate assortite, panini con la mortadella, sughi della mamma). Dalle 9 alle 10, visita di evangelizzazione presso le case di noti Testimoni di Geova. Dalle 10 alle 11, amore di gruppo con i Testimoni di Geova convertiti nell'ora precedente. Dalle 11 alle 11,30, lettura del blog di Beppe Grillo. Dalle 12 alle 13, visita ai musei di Palazzo Farnese. Pranzo al sacco. Dalle 14 alle 14,57, senso di pesantezza e pennichella pomeridiana. Dalle 14,57 alle 15, effimero risveglio, pensiero "ma chi me lo fa fare", riassopimento. Dalle 15 alle 15,45, ancora pennichella. Dalle 15,45 alle 16, pausa caffè in piazza. Dalle 16 alle 16,30, lettura del sito di Repubblica. Dalle 16,30 alle 17, vasche in centro. Dalle 17 alle 17,30, atti di vandalismo contro beni pubblici. Dalle 17,30 alle 18, riflessioni sul tema della necrofilia. Dalle 18 alle 19, ascolto di brani scelti dal canzoniere di Claudio Lolli, Mauro Pelosi, Franco Fanigliulo. Dalle 19 alle 20, aperitivo in piazza con commenti sulle passanti. Dalle 20 alle 22, pizzata con gli ex compagni delle medie. Dalle 22 alle 22,30, domande esistenziali sul dopocena con lettura, di sfuggita e ad alta voce, di alcune pagine scelte di Kierkegaard. Dalle 22,30 alle 23, giri di grappa. Dalle 23 alle 23,30, farneticazioni da ubriaco in piazza. Dalle 23,30 alle 23,59, formulazione di buoni propositi per il giorno dopo, con riflessioni sulla giornata appena trascorsa. Dalle 23,59 alle 24, spegnimento della luce e sonno del giusto.
Poi vi dirò com'è andata.
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martedì, 24 luglio 2007

annunciazione

Mangiai ancora troppo.
Dormii male e feci uno strano sogno.
Sognai un Angelo, in missione per conto di Dio.
L'Angelo apparve alla Madonna e disse: "Salve, piena di grazia, il Signore è con te". Fu sconvolta, ella, a queste parole e rifletteva sul significato di questo saluto. L'Angelo le disse: "Non temere Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai nel grembo e partorirai due figli, e gli imporrai i nomi Clearco e Paolo T. Loro saranno grandi e saranno chiamati Figli dell'Altissimo; il Signore Dio darà a loro il trono di Davide suo padre e regneranno sulla casa di Giacobbe in eterno, e il loro regno non avrà fine". Disse Maria all'Angelo: "Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?". E l'Angelo le rispose: "Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti adombrerà, perciò anche i bambini che nasceranno saranno santi e saranno chiamati Figli di Dio. Ed ecco, Elisabetta, la tua parente, anch'ella ha concepito un figlio nella sua vecchiaia e questo è il sesto mese per colei che era detta sterile, poiché nulla è impossibile a Dio". Disse allora Maria: "Ecco l'ancella del Signore: mi accada secondo la tua parola". E l'Angelo si partì da lei.
Da domani solo tisana.

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lunedì, 23 luglio 2007
PAPPA_02Gli angeli, a quanto vedo, più che spennacchiati sono proprio implumi, per la Madonna! Se cerchi una posizione c'è sempre il Kamasutra; per la dimensione ed il peso penso che le fettuccine possano bastare. Sulla sensualità della pancia non si discute. La luce, anche se artificiale o artificiata o artefatta, va bene: sebbene nel chiuso di stanze, sgabuzzini, scantinati. Si accettano membrane, pellicole, vetrini da microscopio, lenti, cristalli tagliati a fettine sottili sottili, come piacciono a te. E quando parlavo di mangiare, intendevo naturalmente anche e soprattutto e innanzitutto mangiare, con tutto il corollario conviviale di dialogo, libagione, scomposta risata e crollo finale sul pavimento.
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lunedì, 23 luglio 2007

magna

Non posso più mangiare. E' tutta la vita cha mangio, ingurgito e assimilo. Che cosa ho ottenuto alla fine? Sì, d'accordo, la mia bella pancia, che le mie donne mi dicono essere molto sensuale, ma cos'altro? Una posizione? Una dimensione? Un peso? Cosa? Nulla. Allora ricomincio da dove ho lasciato, i miei lavori sulla trasparenza, sull'illusione del concreto, l'illusione di una visione possibile, le proiezioni di luce, le diapositive, le dianegative, le dia. Voglio per sempre pellicola illusoria davanti ai miei occhi, voglio l'artificio che filtra la luce del sole, voglio la deformazione dei fotoni, voglio poter vedere senza essere visto, voglio non vedere più niente. E scusa amico mio, se non potrai più vedere i miei begl'occhi alla luce del sole, ma chiusi nelle case, nelle camerette, alla luce artificiale, ancora te li farò vedere. I miei occhi che hanno già visto tutto ma non ricordano nulla.
Se avrai ancora voglia di vederli, dopo un buon piatto di fettuccine ai funghi e tartufo!

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lunedì, 23 luglio 2007
PAPPAIntanto sediamoci intorno a un tavolo e mangiamo qualcosa; i malumori e il disfattismo spesso sono esalati dalla vanità dello stomaco prima ancora che da quella dell'esistenza. Vedrai che, a pancia piena, gli angeli ritorneranno ad apparirti ciò è giusto che appaiano, ciò è gallinacci spennacchiati, buoni da mettere in pentola. E il mondo, il mondo! Il mondo è sempre stato alla rovescia, mi preoccuperei se iniziassi a vederlo diritto. Ed infine: la gente né si odia né si ama; la gente non sa cosa volere, e magari aspetta qualcuno che glielo spieghi: gli artisti non sono nel mondo per indicare alla gente cosa deve sentire, cos'è giusto pensare, che gusti bisogna avere, cosa deve piacere e cosa no, cosa o chi amare o odiare? In un mondo che non è già alla rovescia ma che, per dir meglio, non è né alla rovescia né diritto, perché è privo di un asse, di un orizzonte, di una stella polare, la libertà è sempre un ripiego. Dobbiamo farci carico della libertà altrui per restituire catene, regole, dittaggi. Dobbiamo dispensare fame mentre saccheggiamo le dispense. Non sarai stato a digiuno troppo a lungo? Ci sono sempre il tuo bel pancione, la bisaccia, il carniere pieno di cose da mangiare e da pensare? Nelle ultime foto non si capisce. Non è che hai lasciato tutto a casa mia l'ultima volta che mi sei venuto a trovare? Dovrei guardare in giro, ma sai che ci vedo poco; magari insieme riusciamo a venirene a capo. Prima però bisogna mangiare, dopo pensare, dopo rimontare i pezzi. Ti aspetto, ma fa' in fretta, ché qui si fredda tutto. E lascia a casa gli occhiali da sole!

"Cara mia guardare i fiori
a stomaco vuoto
è brutto sai non resta
che lo stomaco vuoto
e non ho concluso niente
in tutta la vita
Lo so hai ragione
è un altro discorso
del resto serve a poco
stasera poi che importa"
Mauro Pelosi, La stagione per morire, disco omonimo, 1972.
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sabato, 21 luglio 2007
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