Martedì 13 Novembre 2018
Cara Emilia,
perché non ci hai dato più tue notizie? Non so per quanto ancora potrò mentire alla mamma, il cui cuore si fa, di giorno in giorno, sempre più debole. Sono giorni che la poveretta non si alza dal letto, e sono io a doverle mutare i panni, recare il desinare, porgere il pappagallo affinché si liberi dei rimasugli del pasto. Io: la più piccola, quella che deve completare gli studi, e non può: perché la cara Emilia si dà il bel tempo, perché la bella Emilia sono due giorni che l'abbiamo veduta dalla finestra che scorrazzava in strada sul suo triciclo d'argento come una principessa: l'Emilia che è una sguattera, l'ultima delle lavapentole, quella che ha le nocche delle dita rosse per il gran strofinare nell'acqua diaccia quel che resta dei risotti altrui: ma noi niente, zitte: noi io e la mamma, intendo: ché l'Emilia non deve soffrire la nostra condizione, ché l'Emilia è come un fiore sradicato, ché l'Emilia è tutto un giardino: e nei giardini, si sa, vanno a passeggiare i signori: ché l'Emilia è nata per qualcosa d'altro, l'Emilia ha un animo poetico, l'Emilia saprà ben scegliere a chi darsi. Ma al primo ch'è capitato, s'è data l'Emilia: ché se ora si porta appresso un ventre gonfio che pare una zucca è per merito del suo animo floreale, no? E sì che ha ben saputo a chi darsi, l'Emilia: al primo ch'è capitato s'è data l'Emilia, e guai a dirlo alla mamma, ché la mamma niente, niente deve sapere, ché la mamma ha il cuore in panne e sono giorni che non si alza dal letto: e la poltiglia che caga la mamma, mattina e sera, chi la raccoglie? Io, la raccolgo: io, la più piccina, quella che deve completare gli studi e non lo può, perché passa i suoi giorni a raccogliere i rimasugli del pasto della mamma, mentre l'Emilia è come un fiore sradicato, l'Emilia saprà ben lei a chi darsi, e sentila come ride mentre scorrazza sotto le finestre nostre in sella al suo triciclo d'argento: e intanto ci piove in casa, intanto la mamma dorme con un secchio accanto, ché le piove dal tetto al letto, e lei poveretta sono giorni che non si alza, ahi il suo cuore buono che pensa sempre all'Emilia ed ahi l'Emilia che mai non pensa al cuore buono della mamma: l'Emilia dal cuore floreale, l'Emilia floreale e deflorata, ma guai a farlo sapere alla mamma, ché la mamma ha il cuore debole e sono giorni che non si alza dal letto: e senti l'Emilia come ride in strada sul suo triciclo d'argento, saprà ben lei a chi darsi, saprà l'Emilia bene a chi deflorarsi: frattanto io, la più piciottolina, io che arrivo a malapena ad aprire le porte, io che devo completare gli studi ancora e non posso perché il mio compito è raccogliere la cacca e la pipì di mamma, ecco che io passo i miei giorni accanto ad una vecchia che muore e muore e mai non muore, e mi tocca anche di sentirti ridere mentre scorrazzi in strada sotto al balcone nostro, sul tuo triciclo d'argento: ah, lo hai saputo che il canarino, quello, invece, è morto?
Tua,
Angelica Zona