sabato, 29 marzo 2008
hotel

Ditemi voi quanto vi abbiamo aspettato.

E tornano, non tornano, non si poteva mai avere una notizia certa.

E poi, all’improvviso, ecco che tornate!

Come, non tornate?...

Come sarebbe a dire, proseguite?...

Proseguite, ma un po’ vi fermate?...

Non ci stiamo capendo niente!

Allora, siete tornati? No.

Ma eravate partiti? No.

Vi fermate? No.

Proseguite… e proseguite, che vi dobbiamo dire?

Almeno si può sapere in quale verso proseguite?...

La strada che avete sempre percorso. Quindi è sempre la stessa strada.

Ma certo, se proseguite… non è mai la stessa strada… e non tornate mai indietro? Mai.

Proseguite fino… fino a ché? Non sapete… finché c’è strada, certo.

 

Allora… buon viaggio!

Ah, non siete in viaggio?...

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sabato, 29 marzo 2008

Martedì 13 Novembre 2018


Cara Emilia,

perché non ci hai dato più tue notizie? Non so per quanto ancora potrò mentire alla mamma, il cui cuore si fa, di giorno in giorno, sempre più debole. Sono giorni che la poveretta non si alza dal letto, e sono io a doverle mutare i panni, recare il desinare, porgere il pappagallo affinché si liberi dei rimasugli del pasto. Io: la più piccola, quella che deve completare gli studi, e non può: perché la cara Emilia si dà il bel tempo, perché la bella Emilia sono due giorni che l'abbiamo veduta dalla finestra che scorrazzava in strada sul suo triciclo d'argento come una principessa: l'Emilia che è una sguattera, l'ultima delle lavapentole, quella che ha le nocche delle dita rosse per il gran strofinare nell'acqua diaccia quel che resta dei risotti altrui: ma noi niente, zitte: noi io e la mamma, intendo: ché l'Emilia non deve soffrire la nostra condizione, ché l'Emilia è come un fiore sradicato, ché l'Emilia è tutto un giardino: e nei giardini, si sa, vanno a passeggiare i signori: ché l'Emilia è nata per qualcosa d'altro, l'Emilia ha un animo poetico, l'Emilia saprà ben scegliere a chi darsi. Ma al primo ch'è capitato, s'è data l'Emilia: ché se ora si porta appresso un ventre gonfio che pare una zucca è per merito del suo animo floreale, no? E sì che ha ben saputo a chi darsi, l'Emilia: al primo ch'è capitato s'è data l'Emilia, e guai a dirlo alla mamma, ché la mamma niente, niente deve sapere, ché la mamma ha il cuore in panne e sono giorni che non si alza dal letto: e la poltiglia che caga la mamma, mattina e sera, chi la raccoglie? Io, la raccolgo: io, la più piccina, quella che deve completare gli studi e non lo può, perché passa i suoi giorni a raccogliere i rimasugli del pasto della mamma, mentre l'Emilia è come un fiore sradicato, l'Emilia saprà ben lei a chi darsi, e sentila come ride mentre scorrazza sotto le finestre nostre in sella al suo triciclo d'argento: e intanto ci piove in casa, intanto la mamma dorme con un secchio accanto, ché le piove dal tetto al letto, e lei poveretta sono giorni che non si alza, ahi il suo cuore buono che pensa sempre all'Emilia ed ahi l'Emilia che mai non pensa al cuore buono della mamma: l'Emilia dal cuore floreale, l'Emilia floreale e deflorata, ma guai a farlo sapere alla mamma, ché la mamma ha il cuore debole e sono giorni che non si alza dal letto: e senti l'Emilia come ride in strada sul suo triciclo d'argento, saprà ben lei a chi darsi, saprà l'Emilia bene a chi deflorarsi: frattanto io, la più piciottolina, io che arrivo a malapena ad aprire le porte, io che devo completare gli studi ancora e non posso perché il mio compito è raccogliere la cacca e la pipì di mamma, ecco che io passo i miei giorni accanto ad una vecchia che muore e muore e mai non muore, e mi tocca anche di sentirti ridere mentre scorrazzi in strada sotto al balcone nostro, sul tuo triciclo d'argento: ah, lo hai saputo che il canarino, quello, invece, è morto?

Tua,

Angelica Zona

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categoria:epistole
sabato, 29 marzo 2008
Bambine
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categoria:arte, fotografia
giovedì, 27 marzo 2008
neve_ee
Tornerà un altro inverno
Cadranno mille petali di rose
La neve coprirà tutte le cose
E forse un po' di pace tornerà
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martedì, 25 marzo 2008

Un tempo avevo una memoria prodigiosa.
Non come Funes né come Pico, si capisce.
Però riuscivo a ricordare i giorni della settimana.
Giuro.
Tutti e sette.
C'è chi non riesce a ricordare i nomi dei sette nani, ad esempio.
E sono sette anche quelli.
Ora, invece...

Ora non ricordo il mio nome
se non quando lo sento pronunciare
nella sala d'aspetto
di un qualche ospedale.
E la settimana...
La settimana ha un giorno solo: oggi.
Oggi è un pranzo e una cena.
Più frequentemente, una cena e basta.
(...)
Ma perché sei morto anche tu
tenerissimo cuor di Gesù?

Settembre 2005

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categoria:poesia, religione, droga
domenica, 23 marzo 2008
Giotto
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categoria:arte, religione
sabato, 22 marzo 2008
Lo avevano lasciato lì, in piedi, immobilizzato sull’angusto trampolino del suppedaneum. Bilanciava a fatica il peso del proprio corpo, sporgendo il busto in avanti, verso le genti, per poi ritrarlo sùbito all’indietro, con un vigoroso colpo di reni. Equilibrato come un fantoccio sorretto da fili, i quali ascendessero insino al nascondimento celeste, tradiva, nel viso, un qualche perplesso disappunto. “Vogliono farmi credere” – pensava – “di essersi dimenticati di me; vogliono minare le basi della divina presunzione con un deliberato oblio – ma non l’avranno vinta”. In basso, il centurione ribadiva a gran voce che, senza croce, il supplizio non sarebbe andato avanti. Giovanni lo fissava, enfi gli occhi di lagrime: non per la prefigurazione del martirio dell’idolo, bensì per la sua rimozione.
“Non si può finire così. Giovanni, ascolta” – disse il Signore, protendendosi pericolosamente verso l’apostolo – “mio padre è un falegname. Ora devi correre a casa mia, e dirgli di fabbricare una croce. Sto perdendo l’equilibrio, e non so quanto a lungo potrò resistere ancora, prima di cadere”.
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categoria:religione
sabato, 22 marzo 2008
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categoria:arte, religione
venerdì, 21 marzo 2008
Clearco e Paolo T. a Villa Croce

Mercoledì 19 Marzo 2008 Clearco e Paolo T. hanno incontrato Francesca Serrati del Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce in Genova, per programmare un ritorno in grande stile. Nella fotografia, i due geniali giovani artisti osservano la planimetria della soffitta della villa, sotto lo sguardo divertito della gentilissima Francesca.
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categoria:ritorno, paolo t, clearco
venerdì, 21 marzo 2008
Dalle sale giochi alle birrerie
dalle palestre alle piscine
il tape delay diventa
il surrogato del lavoro intellettuale:
che è già lì: tutto incastrato
nel cervello:
polpo bollito, rosa e grigio
che scivola dal naso alla cravatta.

E ancora sfiancati dal lavoro
d'ufficio, lo facevano in palestra
nelle piscine gay:
collegato al tape delay
"Voglio farlo" anch'io
mentre lo spinge dentro.

Improvvisano con il computer, entrano in trance
Il sistema di osservazione terrestre
li conserva in uno stato di euforia
la coscienza nel flusso della catena di montaggio
la trance
lo spirito della decadenza
nel corridoio della sala giochi
l'esperienza arcade definitiva
nel bozzolo della sua crisi originaria
risalendo la fiumana dei barili
che la scimmia (in alto)
gli spande incontro.

E ancora:
chiuso nella latrina
in piena depressione
si prostituisce
sabato l'altro o l'altro ancora
proprio questo weekend
sì, è lì
la donna che s'accoppia con la scimmia.
I sensori
registrano una differenza locale:
3006 secondi.

(...)
(passano venticinque anni)
(...)

Questa famiglia così all'avanguardia
legata ai valori radicali
e nelle forti emozioni che la Terra
che solo quest'orbe misero miserrimo
ben esposto e facilmente accessibile
attraverso un adeguato sistema di illuminazione
che consente di esaminare e scegliere con facilità
ciò che serve
ciò che diffonde felicità
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categoria:poesia