sabato, 09 maggio 2009
H
- Sei contento! -
- Sì -
- Era una vita che non ti vedevo contento! -
- Lo so... ma oggi lo sono -
- Cosa stai facendo? -
- Mi lucido l'ottone -
- Bene... -
- Prima ho anche ingrassato e lucidato le corde -
- Bene... cos'hai in mente? -
- In mente?... nulla! E' per questo che sono contento! -
- Va bene, ma sei hai lucidato le corde e l'ottone, qualcosa vorrai pur fare...? -
- Si -
- ... ebbene? -
- Poi lucido i legni -

(Pooof, poof... plin, plin, ticche, ticche, pooof, plin, plin, plan...
mmmmmmm... mmmmmmm... mmmmmmm...
lalaallallllaaaallalalalalallllalalalaalaaa...)

- Ok, possiamo cominciare... -
lunedì, 29 settembre 2008
Oggi, ad esempio, sento delle voci nel computer.
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categoria:psichiatria
sabato, 27 settembre 2008
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categoria:fantasmi, fotografia, droga, psichiatria, diavolo
sabato, 20 settembre 2008
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categoria:musica, politica, religione, pink floyd, psichiatria, roger waters
martedì, 09 settembre 2008
Lebbraio, ossequio il Potere. Eiaculo
irrigazioni d'insulina
sulla terra, sul solco, sull'aratro
ma resta tutto in superficie, è solo
un "sul", non mai un "nel", non mai un "dentro",
fino allo sfinimento estremo
del mio arco vitale,
mendicando, sonnambulo, la notte
gettato sul divano
(...)
musetti e pelliccette
voi restate, io vado via:
giungo, fecale, ai piedi dell'albero,
però quasi strisciando, mendicando
una benda una garza una stampella -
allungo una mano e non afferro niente -
la superficie è fredda liscia e dura,
amara al gusto toccata da lingua -
Pestera, lunatica al fondo -
il Campo Base distante, perduto
un punto arancione nel bianco
un passo ancora ed è bianco soltanto.
(...)
La terra è dolce e morbida di pioggia,
dal ramo spicco un volto minuscolo
imbevuto di brina, linguacciuto -
mi sorride mentre lo divoro,
rosso e verzicale, stillante miele:
un rivolo di viscida semenza
m'inonda il sesso, e dalla fenditura
di mosche un dolce canto m'addormenta
in che io cado ancora e ancora
e muoio.

(2003)
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categoria:poesia, religione, avventure, droga, ritorno, psichiatria, diavolo, assedio
giovedì, 31 luglio 2008
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categoria:fantasmi, religione, avventure, psichiatria, diavolo
venerdì, 27 giugno 2008

HO CHIESTO AD ALCUNI COLLEGHI SE LO CONOSCESSERO, LA MAGGIOR PARTE NON SAPEVA CHI FOSSE, NON È UN NOME ANCORA SEGNATO SUI LIBRI DI STORIA.

mercoledì, 11 giugno 2008


Ho mangiato una caramella.
E subito ho visto le mie scarpe allontanarsi velocemente. Anche il pavimento si allontanava con loro e il tappeto e le riviste sparse su di esso.
Un senso di vertigine e nausea mi ricordava l'esistenza di una gola ormai secca.
Ho bevuto l'ultimo dito di aranciata rimasto nel bicchiere e ho mangiato un'altra caramella.
Lì per lì mi sembrava che tutto fosse normale, ma pian piano sentii freddo e umido nelle mutande.
Avevo paura di guardare, ma poi mi feci coraggio e mi abbassai i pantaloni. Prima di abbassarmi le mutande diedi un rapido sguardo intorno a me. Ero solo, sapevo d'esser solo, ma prima di abbassarmi le mutande controllo sempre.
Le abbassai.
Avevo il sesso completamente immerso in una gelatina azzurrognola, semitrasparente, fredda. Sembrava uno di quei prodotti che usano i dentisti.
Andai in bagno. Con i pantaloni abbassati camminavo come un carcerato nel braccio della morte. Girai la manopola del rubinetto ma niente. Solo un cigolio fastidioso di ferro arruginito. Neanche una goccia d'acqua. Presi allora un asciugamano che stava lì appoggiato. Era inguardabile da tanto che era sporco. Mi pulii come meglio era possibile. Mi rivestii.
Tornai sul tappeto. Scelsi un colore che stonava con la lana. Un verde intenso, innaturale, marziano.
Misi in bocca la caramella verde marziano.
Mi ritornò alla mente quel bacio, in macchina, sotto casa mia. Le parole che ne seguirono - Non sono la soluzione ai tuoi problemi - ... che cazzo volevano dire, resta un mistero.
Succhio la caramella. Si apre una fessura nel bordo. E' tagliente. Mi ferisco la lingua. Il gusto del sangue si mischia a quello della menta. Sangue e menta. Non è male. Difficile da commercializzare, ma non male.
Mai baciare, mai accettare caramelle dagli sconosciuti, anche se gli sconosciuti siamo noi.
Mai baciare. Mai lettera. Mai testamento.
mercoledì, 11 giugno 2008
Scena: uno studio psichiatrico.

Psichiatra: Riesce a ricordare quando ha iniziato ad essere ossessionato da questa idea, ingegner Montaldo?
Luigi Montaldo, Ingegnere civile: Che idea, scusi?
Psichiatra: Di essere Rudolf Hess.
Luigi Montaldo, Ingegnere civile: (voltandosi) Portatelo via.
Entrano in scena due SS, che portano via lo psichiatra.

Sipario.
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categoria:psichiatria, ss , rudolf hess