sabato, 09 maggio 2009
H
- Sei contento! -
- Sì -
- Era una vita che non ti vedevo contento! -
- Lo so... ma oggi lo sono -
- Cosa stai facendo? -
- Mi lucido l'ottone -
- Bene... -
- Prima ho anche ingrassato e lucidato le corde -
- Bene... cos'hai in mente? -
- In mente?... nulla! E' per questo che sono contento! -
- Va bene, ma sei hai lucidato le corde e l'ottone, qualcosa vorrai pur fare...? -
- Si -
- ... ebbene? -
- Poi lucido i legni -

(Pooof, poof... plin, plin, ticche, ticche, pooof, plin, plin, plan...
mmmmmmm... mmmmmmm... mmmmmmm...
lalaallallllaaaallalalalalallllalalalaalaaa...)

- Ok, possiamo cominciare... -
mercoledì, 30 luglio 2008
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categoria:fantasmi, arte, religione, surrealismo
giovedì, 10 luglio 2008
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categoria:arte, fotografia, droga, estetica, surrealismo, tricarico
mercoledì, 11 giugno 2008


Ho mangiato una caramella.
E subito ho visto le mie scarpe allontanarsi velocemente. Anche il pavimento si allontanava con loro e il tappeto e le riviste sparse su di esso.
Un senso di vertigine e nausea mi ricordava l'esistenza di una gola ormai secca.
Ho bevuto l'ultimo dito di aranciata rimasto nel bicchiere e ho mangiato un'altra caramella.
Lì per lì mi sembrava che tutto fosse normale, ma pian piano sentii freddo e umido nelle mutande.
Avevo paura di guardare, ma poi mi feci coraggio e mi abbassai i pantaloni. Prima di abbassarmi le mutande diedi un rapido sguardo intorno a me. Ero solo, sapevo d'esser solo, ma prima di abbassarmi le mutande controllo sempre.
Le abbassai.
Avevo il sesso completamente immerso in una gelatina azzurrognola, semitrasparente, fredda. Sembrava uno di quei prodotti che usano i dentisti.
Andai in bagno. Con i pantaloni abbassati camminavo come un carcerato nel braccio della morte. Girai la manopola del rubinetto ma niente. Solo un cigolio fastidioso di ferro arruginito. Neanche una goccia d'acqua. Presi allora un asciugamano che stava lì appoggiato. Era inguardabile da tanto che era sporco. Mi pulii come meglio era possibile. Mi rivestii.
Tornai sul tappeto. Scelsi un colore che stonava con la lana. Un verde intenso, innaturale, marziano.
Misi in bocca la caramella verde marziano.
Mi ritornò alla mente quel bacio, in macchina, sotto casa mia. Le parole che ne seguirono - Non sono la soluzione ai tuoi problemi - ... che cazzo volevano dire, resta un mistero.
Succhio la caramella. Si apre una fessura nel bordo. E' tagliente. Mi ferisco la lingua. Il gusto del sangue si mischia a quello della menta. Sangue e menta. Non è male. Difficile da commercializzare, ma non male.
Mai baciare, mai accettare caramelle dagli sconosciuti, anche se gli sconosciuti siamo noi.
Mai baciare. Mai lettera. Mai testamento.
martedì, 27 maggio 2008


- Cari amici! Bentornati nel nostro salotto! Presentiamo subito il primo ospite, buongiorno, come si chiama?
- Salvo Montelione...
- Che lavoro fa, signor Montelione?
- ... il boss mafioso, commercio in cocaina, armi, mi occupo anche di appalti pubblici, grandi opere, un po' di tutto insomma...
- Quanto guadagna, signor Montelione?
- Bé... circa un paio di miliardi all'anno...
- Miliardi di lire?...
- Noo... di euro! Ma calcoli che ho anche molte spese... naturalmente esentasse
- Certo, certo, mi sembra comunque un guadagno molto gratificante... è stato difficile iniziare questa impresa?
- Bé, no... è una tradizione di famiglia... prima di me c'era mio padre e prima ancora mio nonno... anche i miei collaboratori più stretti li ho scelti in casa... i miei fratelli, mia moglie, ecc...
- Un'impresa a conduzione familiare! Complimenti! Presentiamo adesso la nuova ospite, una bellissima signorina...
- ... grazie
- Come ti chiami?
- Jessica Lazo...
- Jessica, che lavoro fai?
- L'attrice hard, la spogliarellista, giro diversi film porno, mi esibisco in alcuni locali, faccio tournée...
- ... e quanto guadagni?
- Circa quattrocentomila euro l'anno... è un lavoro molto duro...
- Molto hard! ah, ah, ah... scusa la battuta... ma dicci, è stato molto difficile entrare nel mondo del porno?
- No, non per me... ho sempre avuto una certa dimestichezza col mio corpo, sono sempre stata molto generosa... anche madre natura è stata generosa con me... è bastato seguire la mia vocazione
- Mi sembri infatti molto felice...
- Si, certo. Non mi manca nulla!
- ... il nostro prossimo ospite è...
- ... Luigi Montaldo
- Signor Luigi, che lavoro fa?
- Sono ingegnere civile...
- Ah! e quanto guadagna?
- Circa... trenta, trentaduemila euro l'anno...
- ... mmm... alla nostra sinistra invece?
- Buongiorno a tutti, sono Ivana Scotti...
- Signora Ivana lei cosa fa nella vita?
- Sono professoressa di Epigrafia Greca all'università di Venezia
- ... e quanto guadagna?
- Circa ventiduemila euro l'anno...
- Signor Luigi, signora Ivana, è stato molto facile raggiungere i vostri posti di lavoro?
- Prego, prima lei...
- Grazie... bé no, assolutamente!... anni e anni di studi, master di specializzazione all'estero, molto costosi, e poi concorsi su concorsi, pubblicazioni... e ancora oggi... è molto dura...
- ... e lei, signor Luigi?....
- Anche per me... lo stesso iter, anni di studi, molto costosi per la mia famiglia, ma non solo... lei pensi solo alle responsabilità che ho quotidianamente... è molto duro, molto stressante...
- ... e tutto questo per quattro spiccioli!... non vi vergognate a venire in televisione e spiattellare queste cose?... Che razza di esempio siete per i nostri figli?... per cortesia, fateli allontanare. Chiedo scusa ai nostri telespettatori... certe scene non si dovrebbero mai vedere in televisione... riprendiamo la nostra trasmissione coi nostri graditi ospiti... signor Montelione... la bella Jessica... Jessica, hai mai pensato ad una carriera in televisione?...
lunedì, 12 maggio 2008

Lunga vita a Travaglio, servo della verità antimafia.
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categoria:italia, politica, mafia, surrealismo
venerdì, 09 maggio 2008
Continuate a credere

Continuate a credere che Peppino è morto suicida, anzi meglio, è morto mentre preparava un attentato al treno. Poverino, non era bravo a maneggiare il tritolo e gli è scoppiato in mano. Poverino Peppino.
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categoria:politica, mafia, surrealismo, impastato, peppino
giovedì, 08 maggio 2008


verrà il giorno che
le porte si apriranno con un sorriso
le voci e gli sguardi saranno come lumache
le parole saranno incise nel diamante
le immagini saranno ovunque e voleranno come farfalle
la nostra voce sarà riconoscibile a tutti
le emozioni saranno strette tra le dita
le lacrime saranno zuccherate e formeranno lunghi fili sotto gli occhi
il respiro sarà sìncrono al battito del cuore
i piedi potranno rìdere e le mani potranno correre su tele di fili d'erba intrecciati

verrà il giorno dei nomi e dei cognomi e ognuno avrà quello che merita
Madonnina del duemila, aiutaci tu.

Photo: ©2008 Daniela Vitello
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categoria:italia, letture, arte, fotografia, estetica, epistole, surrealismo, paolo t, clearco
mercoledì, 30 aprile 2008
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categoria:italia, politica, arte, religione, surrealismo, assedio, max ernst
domenica, 27 aprile 2008

"Signori, alla vostra destra il cadavere di Philip Dick che galleggia nello spazio."
"Bello, bellissimo."
"Bene. Ora mettetevi giù e dormite."
"Io non ho sonno."
"Chi ha parlato?".
"Io, qui. Quello con la faccia di midollo."
"Midollo?".
"Volevo dire modello. La faccia da modello."
"Ah, così ha più senso. Non molto, ma un po' di più, sì."
"Beh, stavo dicendo che non ho punta voglia di dormire."
"Crede che una favola la aiuterebbe a prender sonno?".
"Mah, non so. Proviamo."
"Allora: non è che sia proprio una favola: è una storia vera. All'epoca avrò avuto sette o otto anni. Essendo parte dell'anatomia del Mostro, godevo di diritti particolari. Gli altri bambini mi odiavano per questo. Una volta i compagni di scuola cercarono di farmi coprire di sego dal bidello, ma questo all'ultimo momento diventò cieco e non se ne fece più nulla. Può immaginare lo scorno di quei monelli. Ogni primo giovedì del mese andavo con mio padre a trovare suo fratello il Führer. Costui viveva dentro una sorta di gigantesco pesce in putrefazione arenato sulla spiaggia di ... Nel pesce c'erano sette stanze da letto ed un salotto di tre metri per quattro. Mentre mio padre e suo fratello fumavano la pipa nel salotto senza dirsi niente, io sgattaiolavo nella stanza da letto dello zio e mi infilavo le sue pantofole. Non so proprio dire perché sentissi semplicemente il bisogno di starmene con i piedi infilati nelle pantofole del Führer. Quando tornavamo a casa dovevamo farci un bagno per levar via il fetore di pesce andato a male che ci si era attaccato addosso. Spesso mi trovavo nelle tasche piccoli oggetti incomprensibili: rocchetti di filo, strisce di stoffa, anelli di lattice, minuscole cianfrusaglie in scatole di latta. Ovviamente questi piccoli doni segreti aumentavano il livore degli altri bambini nei miei confronti. Fu un vero sollievo quando un giorno - era un giovedì di primavera - venne lo zio con certi pesci volanti e se li portò via tutti. Non so che fine abbiano fatto, e non mi interessa saperlo. Per molti anni non andammo più a trovare il Führer; io pensavo che mio padre avesse avuto dei dissapori con lui, ma non ebbi mai il coraggio di chiederglielo. Non parlavamo molto, in casa. Eppure, quando compii ventun'anni, mi fu recapitato un pacco. Dentro c'era una minuscola perla rara che emetteva una musica dolcissima, appena percettibile ma assai penetrante. Una volta ascoltata, non andava più via dalla testa. Insieme con la perla c'era una bobina magnetica, ove mio zio il Führer aveva registrato un messaggio per me. Dorme?".
"..."
"Peccato, iniziava la parte interessante. Dunque, buonanotte. Ora posso spengere le luci, e dormire un poco anch'io".