sabato, 09 maggio 2009
H
- Sei contento! -
- Sì -
- Era una vita che non ti vedevo contento! -
- Lo so... ma oggi lo sono -
- Cosa stai facendo? -
- Mi lucido l'ottone -
- Bene... -
- Prima ho anche ingrassato e lucidato le corde -
- Bene... cos'hai in mente? -
- In mente?... nulla! E' per questo che sono contento! -
- Va bene, ma sei hai lucidato le corde e l'ottone, qualcosa vorrai pur fare...? -
- Si -
- ... ebbene? -
- Poi lucido i legni -

(Pooof, poof... plin, plin, ticche, ticche, pooof, plin, plin, plan...
mmmmmmm... mmmmmmm... mmmmmmm...
lalaallallllaaaallalalalalallllalalalaalaaa...)

- Ok, possiamo cominciare... -
mercoledì, 24 settembre 2008

martedì, 02 settembre 2008
"Signore".
"...".
"Signore!".
"Che c'è?".
"Non può dormire qui".
"E perché?".
"E' considerato un luogo sacro".
"Ma da chi?".
"Da un bel po' di persone".
"E dunque?".
"Dunque, qui non si può dormire".
"E lì?".
"Neppure. Se vuole dormire, deve andare a casa sua. Lì può dormire dove le pare: anche per terra".
"Però, che idea. Non ci avevo mai pensato. Potrei dormire in cucina, ad esempio: in un sacco a pelo, sotto il tavolo. Crede che qualcuno se ne potrebbe risentire?".
"Dicevo appunto che a casa sua può dormire dove più le garba".
"Crede che qualcuno potrebbe venire a svegliarmi?".
"Non senza il suo permesso".
"Allora, vado subito. E mi scusi".
"Si figuri. Per me poteva anche restare, ma sa com'è: i credenti...".
"Lasci stare, ho capito la situazione. Deve essere imbarazzante anche per lei".
"Alquanto".
"Allora, arrivederci".
"Arrivederci. Aspetti un momento...".
"Che c'è?".
"Volevo chiederle una cosa...".
"Ebbene?".
"Non mi perito".
"Suvvia, coraggio!".
"Posso venire con lei?".
"Con me? E dove?".
"Dove ha detto prima: a casa sua, in cucina, sotto il tavolo".
"Molto volentieri, che diamine! Poteva dirlo subito. A che tante ambage?".
"Sono stato rifiutato molte volte".
"Succede a tutti, prima o dopo".
"Tante tante".
"Suvvia, non faccia così. Venga, venga: la strada è breve, ma in salita. Ci vorrà un po' per arrivare. Però vedrà che staremo bene".
"Se le do fastidio, posso anche dormire da un'altra parte: sa, talvolta mi capita di russare. Mia moglie si lamentava sempre, poverina, perché non poteva prender sonno con me accanto. Alla fine mi ha lasciato solo".
"Beh, effettivamente non deve essere un bel sentire. Potrebbe dormire sotto il tavolino del salotto. E' un po' basso, ma lei ha il fisico asciutto".
"Può ben dirlo. Guardi qua, che capezzoli".
"Invero notevolissimi. E che costato".
"Sapesse quanto m'è costato".
"Lo sa che lei è proprio simpatico? Credo che diventeremo amici".
"Forse già lo siamo".
"Che bello, sono contento".
"Anch'io".
"Che bello essere contenti".
"Pensare che basta così poco".
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martedì, 19 agosto 2008
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